Articolo a cura di Matteo Chersi 

Come avrete appreso dal telegiornale, l’1 e il 2 marzo  si sono svolti a Torino i Campionati Italiani di Kendo. Riguardo il numero dell’edizione si è aperta una diatriba, risoltasi con l’inizio della conta dall’anno di nascita della Confederazione: ufficialmente quindi è stato l’ottavo.

Ma le guerre tra clan sostenenti cifre diverse si staranno già scatenando……..
Dunque, i partecipanti del nostro dojo agli individuali di sabato sono stati: Piva, Brocato, Chersi, Attene, Corallo e Merletto.

Dopo il check shinai risoltosi insolitamente bene (perlomeno per me!), Elisabetta è stata la prima ad iniziare. Ed anche la prima ad uscire!!!! Ma nel combattimento con la Papaccio si è comportata veramente bene,tenendo duro con decisione e pulizia,fino a quando ha subìto verso la fine.

Il secondo è stato Merletto, credo, ma la cronologia l’abbandono perchè non me la ricordo più: anche lui è uscito subito ma comportandosi al suo meglio, soprattutto mettendoci un pò più decisione del solito, anche se ancora un pò lontana dal consolidarsi efficacemente. Ma in miglioramento…..

Nella mia pool, probabilmente ho sfiorato il Guinness per la sconfitta più veloce del West (forse 30”), contro Tega (e il nome ci rivela qualcosa…) del BKK; però me la tiro perchè ho perso anche contro Soldati, che poi ha vinto il Campionato….. non c’ero tanto con la testa, me la sono gestita emotivamente e con rigidità, attaccando senza senso….

Mario ha avuto un bel crescendo di convinzione, ha passato la pool e dopo la merenda delle 13 a base di cocaina ma di quella buona ha stampato a Toschi 2 kote della madonna, belli secchi e “sentiti”! (poi, dopo il saluto alla fine degli incontri, vagava spiritato nell’Area, finchè le allucinazioni sono sparite ed è tornato normale…). Dopo è stato eliminato, arrivando però agli ottavi di finale. Complimenti!

Robertone “Just Cavalli” Brocato, dopo avermi ordinato di fargli da Semola col suo shinai di riserva – reggevo anche un sacchetto del Mario, il porta shinai di Giuseppe e la telecamera, che poi ho sbolognato al Robertino che mi stava alle spalle facendo finta di niente…!- con grande esperienza e capacità gestionale ha fatto dei begli incontri e dei begli ippon, uno dei quali su Simonelli, rovinando al suolo con gran fracasso e meritandosi un bell’applauso. Molto faticoso anche l’incontro dell’eliminazione contro Boscarol, nel quale secondo me gli arbitri hanno alla fine alzato la bandierina a favore di Tommy anche se il punto non ci fosse un granchè. Ma devo vedere i filmati ancora…Meritati anche per lui gli ottavi di finale.

Piva è stato veramente cazzuto: si è scaldato bene con due belle pappine,ha passato la pool, ha superato gli ottavi, sudando l’anima senza mollare mai….; se ricordo bene ha gestito un faticosissimo encho dal quale è uscito stremato ma vincente. Voleva tentare di respirare ma grossomodo gli hanno risposto: ” Hai 1 minuto per ripigliarti non ce ne frega un cazzo…” (le regole sono regole). Poi comunque è stato eliminato ai quarti, ma bravissimo Giusy!

P.S.: Giovani, impariamo da un “vecchio” come resistere in un combattimento di una decina di minuti, senza cedere mai.
Complessivamente, quindi, il risultato è stato positivo, dal momento che il 50% dei nostri si è posizionato discretamente.

 Il vincitore, ripeto, è stato Soldati di Torino, praticando in jodan.

 

 La giornata di domenica è cominciata anche in compagnia di Maurizio e suo figlio Andrea, che sono venuti a vederci, ai quali si sono aggregati nel pomeriggioAndrea col riccioluto figlioletto Pietro di 7 anni, dotato di bella borraccia “Campingaz” che gliela volevo fregare… grazie per essere venuti!

E poi c’era Franco come Team Manager, e mi sa che ci sentivamo tutti un pò protetti (saranno stati gli occhiali appesi al collo e tutta quella lana e quel vellutone ma mi veniva di chiamarlo papà…..).
Bene, dopo il superamento del check shinai – escludendo lo “squarcione” sulla tsukagawa di uno di noi!- siamo partiti subito come prima pool.

Formazione: 1-Brocato   2-Corallo   3-Chersi   4-Rasconà   5-Piva.

 Abbiamo incontrato prima l’Heki Sui Kan di Brescia e poi il BKK di Cadrezzate: ci siamo comportati molto bene, forse troppo (strategicamente avremmo potuto “calcolare”  meglio, prevedendo i successivi avversari, ma chissenefrega). Abbiamo superato la pool come prima squadra, se ricordo bene, alcuni incontri vinti, altri persi – io ho capito che perdere un incontro per 2 a 0 in squadra è grave, e cercherò di non replicare -.

Anche il tazzone Paolino (ma non conoscete la potenza del Merletto, che porco giuda schianterebbe un alpino….!!!) è stato bravo: uno vinto e uno perso. Quello perso è stata colpa della boccia di vino scolata la sera prima; quello vinto, merito della sua ragazza che non gliel’ha data vedendolo ubriaco, perchè gli avrebbe consumato l’energia rimasta!

Dopo una lunga pausa in cui abbiamo mangiato , dormito, fatto le confidenze, dato i bacini ecc. tranne che pensare al kendo, ci siamo ripigliati bene e abbiamo affrontato il famigerato e temuto Kodokan di Alessandria, composto da: 1-Mandia Fra.   2-Cozzo   3-Drago C.   4-Drago G.   5-Mandia Fab.

Per l’occasione abbiamo sostituito Paolino con Giamma, scommettendo sul bestemmiatore del gruppo, con intento intimidatorio….
Dopo aver detto l’Ave Maria abbiamo cominciato. E abbiamo perso tutti quanti…….

Ma devo dire che è stato veramente bello….. Tutti quanti concentrati e determinati, abbiamo dato tutto ed anche di più, ognuno singolarmente e nessuno escluso; c’era l’aria elettrica e vera partecipazione. Secondo me un pò se la sono sudata la vittoria, secondo me non erano così tranquilli…. Ognuno di noi, perlomeno i tre meno esperti,si è gestito niente male i dubbi e le paure, meritandosi la fatica dell’avversario. Avversario piacevolissimo da incontrare, in quanto dotato di grande spirito e cuore….

Ci siamo fermati ai quarti di finale. L’adrenalina era tanta, e a Franco è toccato tranquillizzare nel dopo-partita chi di noi ha avanzato proteste e recriminazioni: colpe agli arbitri, punti non perfetti, bandierine alzate “sulla fiducia” a favore del Kodokan; ma analizzando bene si evidenzia invece una sostanziale inesperienza di gara, che dovrà essere affrontata meglio nei prossimi allenamenti. Magari con qualche extra in altri dojo, anche in quello di Alessandria, per praticare con più gente possibile e conoscere altre metodiche di allenamento. Ogni esperienza in più non potrà far altro che arricchire. Si attendono adesioni……

 Si è poi assistito ad una bellissima semifinale tra Shubukan Torino e Kodokan.

Ha poi vinto il campionato la squadra di Torino, capitanata da un grande Walter Pomero, contro il BKK.

E la domanda sorge spontanea:” Ma come abbiamo fatto a vincere contro la seconda classificata, senza essere arrivati primi?”………………….

 Tirando le somme, il kendo italiano non fa proprio schifo, e io quando tornerò all’estero a praticare non terrò tanto le orecchie basse…..

 Un abbraccio,

 Matteo C.